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Il maestro di scuola

Ai giorni nostri a scuola ci vanno tutti. O almeno dovrebbero andarci tutti. Anche la scuola di duecento anni fa era pubblica, ma a Forlimpopoli ci andava solo un bambino su dieci. Rarissimi quelli che frequentavano le scuole di campagna: perché i governi e le magistrature non facevano nulla per promuovervi l'alfabetizzazione peraltro sempre osteggiata dai ceti padronali; perché i bambini costretti a lavorare nei campi non avevano scarpe per andarci; perché come ebbe a dire un sacerdote francese durante la rivoluzione francese, ai contadini sarebbe occorsa pur sempre un po' d'istruzione per capire quanto fosse necessaria.
Questa mostra in rete è dedicata alla scuola di due secoli fa, alla scuola di primo Ottocento: quando anche in Italia cominciò a diffondersi l’idea che l’istruzione elementare fosse uno strumento indispensabile di educazione sociale e civile e, soprattutto, che spettasse allo Stato promuoverla. Non fu un percorso facile e lineare poiché il ritardo nel processo di unificazione della Nazione impedì, ancora per mezzo secolo, che l’istruzione elementare diventasse obbligatoria, un diritto/dovere. Ma già negli anni che andiamo a raccontare la scuola suscitava le preoccupazioni del governo, spesso occupava i dibattiti nei consigli comunali, coinvolgeva le famiglie: segno di un’attenzione sempre maggiore nei confronti di uno degli aspetti più importanti dell’età contemporanea, tanto importante da far dire a Maria Teresa Sega che “la scuola fa la storia” (1).

La mostra presenta un’antologia di documenti sulle scuole comunali di Forlimpopoli al tempo della Restaurazione, tratti dal carteggio amministrativo dell’istruzione pubblica; al suo interno si conservano, fra l’altro, anche i verbali e i materiali d’esame per la promozione alla classe o alla scuola superiore (2). A settembre, infatti, alla vigilia della riapertura dell’anno scolastico, gli alunni delle elementari urbane, maschili e femminili, delle scuole del forese affidate al parroco di Sant’Andrea e San Leonardo e a quello di Selbagnone, gli studenti del corso di istruzione media, allora chiamata Prima scuola di Grammatica, Umanità e Rettorica, sostenevano le prove alla presenza dei maestri e della Deputazione scolastica nominata dalla Magistratura cittadina (3).

Si procedeva con graduale difficoltà. Nelle classi «infime» della scuola elementare le prove consistevano nel disegno di aste, nella trascrizione dell’alfabeto, nella numerazione e nella stesura di brevi frasi a contenuto religioso o morale. A mano a mano che si saliva di grado, le consegne si facevano più impegnative: problemi, declinazioni, coniugazioni, «riduzioni» in latino. Agli studenti del corso superiore, la cosiddetta Prima scuola, erano assegnate esercitazioni su tema e traduzioni più complesse mentre, agli studenti di Rettorica, perfino componimenti in ottave. L’esame orale prevedeva l’analisi grammaticale per le elementari, gli autori latini per la Prima scuola e il catechismo per tutti. Le bambine sostenevano prove più facili di scrittura ed «esperimenti» di lettura.

Accanto ai compiti d’esame, l’archivio conserva i verbali delle valutazioni e delle assegnazioni dei premi, l’elenco dei libri di testo prescritti, i curricoli degli insegnanti in concorso, le delibere consiliari in materia e tanto altro ancora.
Alcune sezioni della mostra sono dedicate ai testi scolastici del tempo e all’Educandato delle monache Agostiniane del convento di San Giovanni Battista di Forlimpopoli che può vantare una storia e una tradizione plurisecolari.


(1) La scuola fa la storia. Gli archivi scolastici per la ricerca didattica, Maria Teresa Sega (a cura di), Ediciclo Editore s.r.l. Portogruaro, 2002
(2) Dal 1815 al 1833 gli atti d’esame sono inseriti nel carteggio al titolo VI, rubrica 26. Dal 1834 al 1859, anno della caduta del governo pontificio, prove, verbali e documenti sono contenuti in sei buste miscellanee in fase di riordino.
(3) Esisteva a Forlimpopoli un Corso di filosofia, istituito nel 1630 per lascito testamentario del sacerdote don Gioseffo Belloni e mantenuto dal Monte di Pietà.

 


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Documenti
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Collaborazioni

ISTITUTO COMPRENSIVO
"EMILIO ROSETTI"
www.icrosetti.it

ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE
"PELLEGRINO ARTUSI"
www.iisforlimpopoli.it

CON LA COLLABORAZIONE DELL’UFFICIO
SCOLASTICO  REGIONALE
PER L’EMILIA ROMAGNA

 USRER


Patrocini

CASA ARTUSI

Casa Artusi


CHIESA DI FORLIMPOPOLI
NEL CINQUANTENNALE DELLA TRASLAZIONE DI SAN RUFILLO
(1964-2014)


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